E dopo questo post, il caro Yoshi verrà raschiato dalla mia blogroll.
E dopo questo post, il caro Yoshi verrà raschiato dalla mia blogroll.
Blasfema par condicio.

“Oggi l'Occidente si sta di fatto arrendendo agli estremisti islamici che, in cambio dell'archiviazione di una condanna a morte inflitta dai loro tribunali della sharia, esigono la rinuncia definitiva alla nostra facoltà di criticare l'islam e Maometto, un'opzione che culminerà, di fatto, con l'archiviazione del nostro legittimo diritto alla libertà d'espressione. Ecco perché io difendo, senza se e senza ma, il diritto del papa Benedetto XVI, ma anche quello di Robert Redeker, Oriana Fallaci, Theo van Gogh, Ayaan Hirsi Ali, Bernard Lewis, Daniel Pipes, Wafaa Sultan, Ibn Warraq, Sayyid al Qimni, Lafif Lakhdar, Mohammad Said Al Eshmawi e, più in là nel tempo, di Dante, Voltaire e Mozart di criticare l'islam e Maometto. Difendo questo diritto oggi più che mai, perché non possiamo decontestualizzare questa critica e non comprendere che si tratta di una sana reazione al male assoluto che è l'ideologia della morte fisica e psichica che alimenta il terrorismo e l'estremismo islamico. Se questo Occidente relativista e arrendevole continuerà ad autocensurarsi per non dire alcunché di sgradito al totalitarismo islamico, a reprimere la propria civiltà per non scontrarsi con la barbarie altrui, finirà per implodere scatenando la reazione incontrollabile, forse violenta, di tutti coloro che giustamente e per fortuna non intendono rinunciare alla verità e alla libertà.”
Magdi Cristiano Allam, Grazie Gesù, Mondadori 2008, pag. 110
Questo blog detesta, in egual misura, sia il cristianesimo – e la sua più aberrante diramazione, il cattolicesimo – sia l’islam, e in generale tutte quelle forme di religiosità che nel tempo si sono tramutate in confessione religiosa, in apparato, in istituzione o combriccola forcaiola. Penso dell’islam quello che penso del cristianesimo: merda. L’ebraismo è, per sua stessa natura, religione elitaria che non aspira al proselitismo, quindi non costituisce una minaccia. Maometto, ad esempio, fa rima con mentecatto. Facezie del genere non costituiscono critica seria, è vero, ma ometto di dire solo quello che già c’è in tanti, noiosissimi, libri, dedicati ad un ometto barbuto.
"Non accettava che la figlia sedicenne si fosse innamorata di una ragazza di 18 anni, e, al culmine di un litigio, le ha sferrato una coltellata all'addome con un coltello da cucina, per fortuna colpendo la fibbia della cintura che la figlia indossava."
Speriamo che a sua Santità pruda il gargarozzo.
Un vero peccato, caro prof. Non avesse brutalmente giustiziato una sua coetanea le olimpiadi erano a portata di mano, cazzarola.
A quando il carfagnismo?



Che spasso non avere referenti ancora in vita. Galvano della Volpe, Pasolini e Rossi sono morti da un pezzo, ragion per cui di cazzate non possono più commetterne. Il blogger “liberale”, aprioristicamente filoamericano, aprioristicamente filoisraeliano, indefesso sostenitore della sana occidentalità, mandriano apolide fra le immense distese del libero mercato, che al post del legnetto per cremino c’ha l’individuo in bocca da succhiare, è tendenzialmente ottimista, un faccendiere instancabile della politica, schiavo inconsapevole che vede nel disincantarsi solo una forma particolare di qualunquismo.
Scrive Jimmomo: “Sono rimasti il "travaglismo", il "grillismo", il giustizialismo "dipietrista", certo, ma il modo in cui gli esponenti del Pd hanno recepito il messaggio lanciato oggi dal premier alla Camera e in cui, nei giorni scorsi, hanno reagito all'ennesimo atto di teppismo televisivo dagli schermi Rai, stavolta contro il presidente del Senato Schifani, induce a ritenere che lo schema del "frontismo" e l'epoca della delegittimazione reciproca siano ormai alle spalle.” Jim – permetti che ti chiami Jim? Suona meglio e fa più texano – è stella della blogosfera e ignora l’esistenza di questo blog, credo. Solo una volta s’è occupato del sottoscritto leggendo – come potrebbe leggerlo uno a cui hanno scaricato un Kalashnikov in bocca – un suo post pro partito radicale. Ecco, quelli come Jimmomo coniano, pomiciano quasi, con tutto e tutti, ma s’accorgono solo degli –ismi altrui. Capezzonismo, Magdismo, Fallacismo si alternano al Jim – cazzo, chiamandolo così mi sento sparato dentro la serie Chips – pensiero. Capezzone presterà la sua voce attoriale, ben calibrata e teatrale, piegandosi al tallero berlusconiano. La Fallaci è signora che nessuno ricorda più. E il Magdi, nel frattempo, s’è fatto pecorella e quel suo essere filoccidentale, i suoi viva questo e viva quello, altro non erano che note a margine per la sua conversione al cattolicesimo. A me brucerebbe il culo. Quindi: o Jimmomo ne è sprovvisto, oppure quell’unguento che s’applica è meglio dell’acqua di Lourdes.

Diuretica, vitaminica, allucinogena e liscia come la pelle d'un putto. E senza neppure una particella di sodio.
Qui si sta con Travaglio.

Ne regaliamo una al Presidente Fini?

La carrellata sullo Yoshi pensiero prosegue così dall’ironico commiato per la fine dell’ideologia comunista, fino ad arrivare gli aspetti positivi insiti nella vittoria di Berlusconi. Amico di quel Putin che tanto adora il popolo ceceno e la libertà d’espressione. S’è detto un tantinello contento anche per la vittoria del senatur. Credo ne abbia tratto giovamento il suo mortificato e strisciante orgoglio settentrionale. Ti piazza, poi, una bella cartina geografica del paese, dal quale emerge – con i toni accesi del verde padano, fino a quelli smunti del verde pisello – che l’irap è roba indigesta a tutti, tranne per le zone più ricche che, guarda caso, coincidono – quasi totalmente - con lo zoccolo duro leghista. A Yoshi staranno sul cazzo i leghisti, ne sono certo, ma ogni suo scritto mi pare apologia. Bizzarrie d’un giovane che, stanco d’ingurgitare luoghi comuni sull’uomo del nord, non trova di meglio che sottoscrivere i più beceri su quello del centro-sud. Borghezio ti sposerebbe, sai? C’è, ancora, un gridolino di gioia nel commentare la vittoria di Gianni Alemanno. Nel fondo del suo cuoricino si dice contento che il Gianni l’abbia spuntata sul Francesco. Fra un clericale ed un fascista lui tifa, tiepido tiepido, per il secondo. Fino a questo punto l’afflato verso lo Yoshi pensiero non era, ancora, del tutto compromesso. Credo, e lo dico senza ironia, che la vicenda che vede protagonisti dei suoi concittadini, corregionali, e connazionali, lo abbia turbato. Yoshi s’è forse destato? Il bel addormentato è caduto dal letto? Pare di sì. Dice, Yoshi, di provare vergogna per la comune cittadinanza coi i cinque neofascisti. Trovo assai strambo questo modo di empatizzare che, trascurando il dato generale – vittima, carnefici, Yoshi e il sottoscritto, siamo italiani, prima di tutto – esalta il fattore particolare, ovvero lo specifico sentimento che ti fa vergognare non d’essere italiano, ma veronese. Seguo il tuo modo di provare vergogna e ipotizzo, ad esempio, che a Roma, quartiere Parioli o Monte Mario, all’interno di un condominio – di quelli signorili, circonfusi di papalinità (!) e con la puzza sotto l’intonaco – s’è consumato un feroce delitto. Un blogger, che vive a Roma, all’interno di quel quartiere, dentro lo stesso stabile, stessa scala e piano, scrive il suo pezzo sottolineando la vergogna che prova nell’abitare in quel condominio. C’è dello specifico nel provare vergogna? Credevi, forse, di vivere in posto dove il sole, l’aria, i passeri che cinguettano e ti cacano in testa, non fossero ammorbati dal fascismo culturale – e non mi riferisco al ventennio – che monta in tutto il paese?
E’ morto un italiano. Ne muoiono tanti, tutti i giorni. Questo, però, è morto – stando alla cronaca - perché un gruppetto di suoi connazionali, avendo una gran voglia di fumare a sbafo, s’è lasciato prendere dallo sconforto, a seguito di un rifiuto che, agli occhi dei cinque assassini, pareva immotivato, crudele e un tantinello troppo fiero.
Rapiti da spirito cameratesco l’hanno massacrato di botte causandone, in seguito, la morte. Lascio ai più dotti il compito di spiegare l’inspiegabile. Lascio ai credenti le preghiere, i mea culpa con annesso battito del petto. Lascio – senza dolermene, invero – tutto il chiacchiericcio moralistico che cingerà la vicenda, tutta.
Vado al dunque. Yoshi era un blogger che apprezzavo. Qualche suo pessimo scritto – incredibilmente concentrati dal dopo voto fino ad oggi – m’ha costretto a sfebbrare. Yoshi è liberale e soffre, come quasi tutti i liberali, d’un brutto complesso: non si è mai abbastanza liberali. Il voto del 13 e 14 aprile ha sancito una sola novità: non c’è più, fra i banchi del parlamento, uno/a che si professi comunista. Pongo l’accento sul più evidente dei fatti: Bertinotti&Co, si professano comunisti come la gran massa degli italiani si professa cattolico. Né gli uni, né gli altri seguono più i dettami dell’ortodossia. Pura affezione all’etichetta, che per i primi significa guadagnarsi pagnotte d'oro, e per i secondi significa saper brucare l’erbetta buona dalla cattiva. Yoshi s’è dispiaciuto, e questo suo dispiacere ce l’ha dimostrato dispensando pacche sulle spalle. Vabbé, mi son detto, questo deve combattere contro un complesso che acceca e stordisce. Non vede o finge di non vedere, infatti, che il compagno Bertinotti possiede le stesse carte di credito di Berlusconi, consuma pranzi e cene negli stessi, costosissimi, ristoranti di Berlusconi, indossa abiti finemente ricamati come quelli di Berlusconi, poggia le chiappe sugli stessi salotti che frequenta Berlusconi, brinda, in flute di cristallo, alle medesime cose e co’l cazzo che ridistribuisce il suo reddito. Ma Yoshi è liberale e quindi anticomunista. E’ così anticomunista – più di Jimmomo, vaccaboia – che non saprebbe riconoscerne uno autentico da uno che ha trovato il modo di più semplice per vivere alla grande. Yoshi festeggia la fine dell’esperienza comunista in Italia con la sconfitta del Fausto. Sospetto che le orecchie di Yoshi abbiano udito, fra una ere moscia e l’altra, un brusio di chiavistello, un tintinnar di catene, uno stridore di denti che macinano ossa, il tipico sottofondo, insomma, che ornava i gulag comunisti. E poi, il colpo di genio: Yoshi ci tiene così tanto a far sapere che nelle sue vene scorre, autentico, sangue liberale che vota PLI. Quello 0,0… accomuna l’utopistico sogno del liberale Yoshi e l’indefesso elettore comunista che vota Ferrando. Ah, un’ultima cosina. Se Yoshi avesse ancora un paio di pacche nel suo caricatore le riservi agli amici della comunità ebraica italiana: uno come Storace che becca il 2,4 non è un buon segno, vero? (segue)
“Fassino lo dici a tua sorella”
Travaglio è un buon giornalista, per alcuni. Per altri è l’allievo d’un maestro fascista. Per altri ancora è solo uno che scrive per distruggere. In ogni caso gli va riconosciuto un merito: sangue freddo d’un killer. Al secondo “pezzo merda” – epiteto pronunciato da uno Sgarbi che schiumava come un parente brutto di Ribot – avrei dimesso gli abiti del gentlemen per incarnare quelli d’un bullo.
Fortuna che l’insediamento non è avvenuto fra carnevale e il primo d’aprile: sai che spasso ascoltarlo mentre tesseva le lodi, condivise, delle frappe.
Ultimissime


